martedì, luglio 22, 2008

Molestie!

Capita sempre più spesso che, prendendo i vari autobus quotidiani, mi succedano degli "avvenimenti" bizzarri.
La prima volta è stato un po' di tempo fa, verso inizio mese direi. Era mattina presto, come molti altri ero aggrappato ad un paletto di sostegno e stavo cercando di non dormire durante l'oretta di viaggio, quando ad un tratto... *poonf*
mmh?
Una cosa morbidosa che mi spinge addosso, difficile sbagliare. Mi volto e guardo, c'era una tizia che a sua volta era voltata e guardava alle sue spalle. Vabbè, uno spintone sull'autobus affollato, capita. Mi riporto ai fatti miei, facendo un passettino laterale per concederle più spazio, per evitare altri incidenti. Passano pochi istanti e di nuovo *poooonf*
Eh?? Questa volta aveva deciso di usare il mio braccio, leggermente steso per raggiungere il palo, come "mensola" per appoggiare le tette. Tranquillamente, come se niente fosse. Vabbè, che devo fare? Godiamoci il momento, è bello sentirsi utili :P
Dopo quella volta, mai più ribeccata la tizia. Quindi saltiamo direttamente a ieri sera, quando ho calato il tris.
Ero seduto su uno di quei posti vicini alle ruote dell'autobus, quindi leggermente rialzati. Lo zaino per terra, le gambe stese belle comode, guardavo distratto il diluvio universale che veniva giù, ridendo delle persone fuori che cercavano di coprirsi con un giornale. Ad un tratto sento quasi pestarmi un piede. Mi volto, una tipa per stare comoda aveva deciso di approfittare del rialzo della mia sedia per infilare un piede fra i miei piedi, appoggiando letteralmente la sua gamba (o meglio la parte inferiore della coscia) sopra al mio ginocchio. Uh. Oh. La guardo per bene, documenti prego, esame del dna... ok, no grazie. Mi rivolto verso il vetro e torno ad osservare l'esterno, lasciandola appoggiata dov'era, contenta lei.
Cambio di autobus, non sono così fortunato e resto in piedi. C'è abbastanza gente, ma non troppa. Mi attacco nel posto che ritengo migliore ed infatti poche fermate dopo sale una ragazza con la madre e si piazzano esattamente di fianco a me; casualmente si libera il posto e decidiamo, con una rapida occhiata, di lasciar sedere la madre, così che la ragazza ora è esattamente in piedi di fianco a me. Però... a ben guardare non è mica male, bionda e riccia, con gli occhi azzurri, tutta bella abbronzata... e con tutta intendo proprio tutta, perchè l'abbigliamento "estivo" lascia intravedere che il sole l'ha preso per bene dappertutto, non ha manco il segno del costume sulla schiena o sulle spalle. Si potrebbe giusto dubitare dell'età perchè potremmo essere appena appena sulla soglia, ma per il momento non importa! La tizia è iperattiva, parla con la madre, guarda le vetrine, non sta zitta un attimo. Poi si china per frugarle nella borsa e quando si rialza si aggrappa alla mia mano. Ehi! Il palo è lungo, proprio qui devi sconfinare?! Oh scusa, e ricomincia a fare gli affari suoi. Blablabla. E si riattacca alla mia mano. Ho il tempo di esaminarle per bene tutte le unghie (che erano troppo corte, non mi piacevano), no cara fai pure con comodo eh, tanto non mi dai fastidio. Si sposta senza dire nulla. E lo fa anche una terza volta. Ma basta!! Poi scende, sono libero. O no?
Mi giro verso la porta, ormai ero arrivato anch'io. Una tizia poco distante si alza per scendere a sua volta, si avvicina e si mette di schiena appoggiata al palo. Sì ma... a parte che il palo si tiene con la mano, non hai notato che ero attaccato io? Sei per caso insensibile nella schiena? Mentre rifletto sulle modalità di comportamento sugli autobus, ho modo di realizzare che ho il gancio del reggiseno giusto sopra le mie dita. Ecco in effetti dovrei fare un po' di pratica... no basta, per oggi sono già a posto così, sfilo la mano e ognuno per la sua strada.

domenica, luglio 20, 2008

Sono tornato!

Ebbene sì, rieccomi nuovamente a casa, dopo una bella settimana in campagna causa lavori di restauro qui a casa.
Come sempre il tempo è volato, mi sarei fermato più che volentieri altri giorni. Mi sono concesso grosse attività, come tagliare l'erba, segare un paio di alberi che si sono seccati (maledetti daini e cinghiali che mangiano tutta la corteccia e mi uccidono le piante), bruciare rami e sterpaglie, ma soprattutto dormire. Sono riuscito a dormire più di 12 ore nell'arco di una giornata. Non tutte consecutive, ovviamente, però andavo a letto presto, mi alzavo con comodo, mi rimettevo sul letto dopo colazione e ronfavo alla grossa nelle ore calde del pomeriggio. Fantastico.
Nell'attesa di Settembre e della maturazione dei fichi, i "miei" alberi da frutto mi hanno concesso grossi banchetti di prugne e rusticani. Non so se si chiamino così anche da altre parti, qui sono rusticani e basta. Fatto sta che dopo una settimana di questa dieta, fra i luoghi più frequentati c'è il bagno... altro che lo yogurt con le fibre o quelle cavolate che propongono in tv.
Ho fatto anche una grossa scoperta: gli animali si sono evoluti. Ho dato da mangiare alle formiche quella specie di mangime avvelenato, quello che sembra buono ma quando lo portano nel formicaio stermina tutta la colonia. Niente. Lo esaminavano ma col cavolo che lo prendevano, lo lasciavano tutto lì in terra. Mica fesse. Allora ho dato da mangiare alle zanzare tigre... sì, ho letteralmente dato me stesso. Ho provato di tutto, dagli zampironi intossicanti alle torce citronellose, dai fantomatici spray che non lasciano unto fino alla roba repellente proibita dalla convenzione di Ginevra. Niente, un massacro. Ho le gambe devastate. Per fortuna esiste il polaramin a mitigare il terribile prurito.

Per finire, un saluto speciale alla mia pallidissima amica V. (di cui non facciamo il nome per rispettarne la privacy). Non ti preoccupare, secondo la saggezza popolare il contadino furbo sa cosa fare e quando farlo... parole complicate per dire che ho fatto tutte attività all'ombra, quindi non potrò esibire un'abbronzatura strepitosa. Saremo in due pallidi.