venerdì, dicembre 09, 2011

Camera di Commercio, Industria e Disgraziati!

Sono fresco di "missione" alla Camera di Commercio, un'esperienza non proprio positiva, quindi colgo l'occasione per buttare giù uno di quei post che più adoro, di getto e di istinto, senza rileggere o badare troppo alla forma.

Questa mattina avevo bisogno di soddisfare una mia curiosità, quindi armato di fiducia ho scaricato il modulo più adatto dal sito della CCIAA, l'ho compilato e mi sono preparato. Primo dubbio: ponte? qui l'affluenza è molto bassa, ma dai, vuoi che un ufficio pubblico stia chiuso? non credo possano, ma per andare sul sicuro telefono... niente, un disco suona la sua musica, ma nessuna voce aggiunge informazioni utili. Riprovo, poi ancora. Mi infastidisco, poi decido di chiamare il centralino generale della struttura e non quello dell'ufficio di competenza dove dovevo andare. Mi rispondono e mi dicono che è tutto regolare, quindi parto a razzo. Arrivato sul posto l'ingresso è barricato, probabilmente lavori in corso. Uhm ok, ci sarà un'ingresso laterale... giro un po', seguo le indicazioni per lo snack bar e magicamente mi ritrovo dentro alla Camera di Commercio. Bene! Il cartello che indica l'ufficio che mi interessa punta a sinistra, ok volto e mi trovo da un'altra parte... uhm, ho sbagliato qualcosa? torno indietro, riguardo bene il cartello ed in effetti riportava la freccia a sinistra ma con l'icona delle scale... è chiaro, devo salire le scale e DOPO andare a sinistra, come non pensarci subito. Finalmente mi ritrovo dove dovrei, pigio il pulsante e mi assegnano un terrificante numerino di servizio a tre cifre, però non vedo molta gente in sala d'attesa e il display luminoso mi conferma che ho solo quattro persone davanti a me. Sorprendentemente, faccio solo in tempo a sedermi, togliermi il cappotto e guardarmi intorno che vengo chiamato. Mi presento allo sportello e l'impiegata sta in realtà ancora chiacchierando col tizio che mi precedeva... aspetto un attimo, il tizio non la smette... quindi?? mi viene il dubbio che l'impiegata abbia pigiato il tasto solo per farlo schiodare, così mi avvicino educatamente e chiedo "è qui?". Il tizio coglie e se ne va, continuando a parlare ininterrottamente. Soddisfatto per avere raggiunto il mio turno, formulo la mia semplicissima domanda. L'impiegata mi guarda perplessa, scartabella il foglio che le ho allungato e poi sentenzia "non lo so fare". Ecco, iniziamo subito male.
Probabilmente sono quelle situazioni che vanno vissute di persona per capirle, ognuno avrebbe reagito a modo suo, chi scusandosi per la difficoltosa richiesta (?), chi arrabbiandosi, chi ridendo. Io non le ho detto una sola parola, seduto davanti a lei l'ho solo fissata negli occhi finché lei non ha avuto la brillante idea di mandarmi allo sportello del suo collega accanto. Bah, mi sposto, ovviamente il collega sta servendo un'altra persona e devo aspettare. Gli smolla tutta la sua roba, timbro, firma, ricevuta.. ah aspetta, questa cosa qui però io non la (pos)so fare, devi andare due sportelli più accanto. Ehi, déjà vu, continuiamo abbastanza male.
Eccomi qui finalmente, devo fare questa cosa. Ok! Sembra che finalmente ci siamo, inizia a compilare i vari dati e butto un occhio sul monitor... omioddio, hanno lo schermo a 1024x768, mi viene quasi male. Non importa, procediamo, è quello che mi serve e l'impiegato pigia il tasto di conferma. Ec.....[pausa di due minuti per l'elaborazione].....co qui, ci siamo. Pigia il tasto per accedere al documento, è un pdf e si apre acrobat. Acrobat si pianta. Finestra grigia a schermo intero... l'impiegato sgrana gli occhi, la clicca ferocemente col solo risultato di farsi avvisare da Windows che "l'applicazione non risponde, potrebbe essere bloccata o in attesa di input dall'utente". Che si fa? Ah veditela tu, io non sono un tecnico in questo momento, ma un utente infastidito. Riproviamo ma il risultato è lo stesso. Vabbbbbè cazzo, vediamo di capirci, è un problema del documento che ho chiesto? hai un pc di merda? mi garantiscono che è solo questione di questo Acrobat che non risponde, quindi lo incalzo "perfetto, se ci spostiamo su un altro terminale in un altro sportello allora ci riusciamo?". Torniamo allo sportello della prima tipa che mi aveva ricevuto, ripetiamo tutta la manovra e indovina? succede esattamente la stessa cosa. L'impiegato mi dice cose assurde sugli aggiornamenti dei programmi ministeriali fatti male "eehh cambiano tutto ma questo acrobat qui mica ce lo migliorano". Sì ma a me che frega? voglio il mio fottuto documento.
Dopo qualche altra cazzata del genere (tipo se vuoi ti stampo mezzo documento qui e poi pensiamo un'altra volta alla seconda parte) siamo a pochi minuti dopo mezzogiorno, loro chiudono a mezzogiorno e un quarto, ci sarebbero altre sei persone in attesa dietro e vengo educatamente invitato a tornare lunedì. Insomma, mi state dicendo di togliermi dai piedi... tutto questo mentre le altre due tipe (che dovrebbero essere agli sportelli) stanno allegramente chiacchierando per i fatti loro da un'altra parte mangiandosi una cioccolata.
E poi dicono che la pubblica amministrazione non funziona... hanno proprio ragione.

venerdì, novembre 25, 2011

Controllo di routine

Questa mattina sull'autobus un classico, il giro dei "verificatori" (una volta erano semplicemente "controllori", adesso bisogna usare la terminologia esatta).
Il secondo in meno di dieci giorni praticamente, si vede che vanno a periodi perché nell'ultimo anno non ne avevo visto uno, tanto che mi ero chiesto il senso del mio abbonamento...
Sono anche evoluti nel look, prima li individuavi a chilometri, adesso hanno un nuovo stile più efficace, sembrano gente comune (ne ho visto uno che sembrava un barbone, tanto che quando mi si è avvicinato ero quasi infastidito :P). Comunque non vi insegnerò a riconoscerli, sono per la linea dura agli abusivi e se non avete il biglietto vi meritate il massimo della pena! Chiederò al giudice di non mostrare alcuna clemenza!
Ad ogni modo, stamattina mi si avvicina una verificatrice, mi controlla l'abbonamento e poi passa alla coppia seduta davanti a me. Non sono del mestiere, ma appena sono saliti a bordo i verificatori, questi due hanno tenuto un comportamento abbastanza irrequieto, se me ne sono accorto io sicuramente anche i verificatori hanno nasato dov'erano i polli del giorno. Ed infatti eccolo lì il maccherone: sono in due con un solo biglietto.. scatta la sanzione e ovviamente parte anche la ridicola sceneggiata di contorno, il colpevole è in realtà innocente, ha solo dimenticato l'abbonamento impersonale a casa. Che poi voglio dire, hai giocato sporco e ti sei fatto beccare, stai prendendo la multa, almeno abbi la decenza di tacere e non dire minchiate, che fai una figura migliore a quel punto!
Proprio l'abbonamento impersonale hai dimenticato, eh?! certo come no, così speri che te lo fai prestare dall'amico, vai all'ATC e ti annullano la multa, sì siamo tutti fessi a questo mondo... la verificatrice molto professionalmente annota tutto sul verbale e li invita ad andare alla biglietteria per sentire cosa dicono, anche se è difficile non pagare la sanzione proprio per via dell'impersonalità dell'abbonamento.
Finita la scenetta, i tipi si alzano e se ne vanno, la verificatrice ripone la penna e poi si volta verso di me. Incrociando il suo sguardo, mi viene naturale scuotere la testa, quasi cercando una complicità passeggero-verificatore che forse non è ammessa. Infatti la sua reazione è stata inattesa, fraintende e mi dice "lei quindi non ha il biglietto?". Ehi calma, te l'ho fatto vedere poco fa... "a me no di sicuro, forse al mio collega". Come? Non facciamo scherzi. Glielo ripresento, ripercorrendo tutte le sue azioni e lei dice "ah sì, scusi ma non mi posso ricordare di tutti".
Ma... come sarebbe? Il tuo mestiere PREVEDE che ti ricordi le facce! Professionali fin che vuoi nella gestione dell'abusivo, ma qui rilevo una imperdonabile carenza! ATC, correre ai ripari!

martedì, novembre 22, 2011

L'ascensore non va!

Ieri sera, uscendo dall'ufficio, piccolo imprevisto con l'ascensore.
Si è presentato normalmente alla mia chiamata, ha accettato la mia richiesta di andare al piano terra e si è messo in moto. Arrivato al piano terra si è arrestato normalmente, le porte hanno iniziato ad aprirsi e poi ad un tratto il rumore che non ti aspetti e non vorresti sentire mai: CLANK.
Come clank? che succede? le porte sono rimaste aperte di 20cm e risultano abbastanza bloccate, ovviamente le porte esterne sono ancora chiuse, tutto tace e tutto è fermo.
Visto che non bisogna mai disperare e passare la notte in ascensore non era nell'elenco delle cose che mi piacerebbe fare, decido di intervenire di persona.
Primo tentativo, forse il più ovvio, pigio il pulsante per l'apertura forzata delle porte. Nessuna risposta, decisamente qualcosa non va, fail.
Secondo tentativo, ripigio il pulsante del piano terra, sai mai che si debba solo resettare qualcosa. In effetti una reazione c'è, le porte si chiudono e immediatamente si riaprono. Però si ribloccano esattamente nella stessa posizione di prima, fail.
Vabbè terzo tentativo, nei film funziona sempre e viene la grande pensata: forziamo le porte! Inizio a tirare, ovviamente le porte offrono una resistenza notevole a questo tipo di manovra, si smuovono di qualche centimetro e poco più. Però ho paura di andare a peggiorare la situazione, metti che si bloccano definitivamente, poi considerando che ci sono anche quelle esterne da aprire allo stesso modo decido di desistere, semifail.
Davanti alla mia faccia, in tutto questo tempo, un bel cartello indicava un numero verde per l'assistenza disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Accanto era indicato anche il numero di impianto, da "riportare sempre in caso di emergenza". Però quel tasto giallo con l'icona della campanella proprio non mi andava di premerlo. Non dimentichiamo che erano quasi le 22, le porte esterne della struttura erano già chiuse... se l'assistenza mi manda i pompieri, poi loro come fanno ad entrare nell'edificio? bisognava cercare un custode, chiamare la vigilanza, spiegare come mai ero lì a quell'ora. No decisamente non mi piaceva questa prospettiva.
Riflettiamo, se sono riuscito ad entrare, magari del tutto bloccato il meccanismo non deve essere: ultimo tentativo, pigio il tasto del primo piano. L'ascensore si mette in moto! Sale! Arriva al piano! Le porte si aprono del tutto e non me lo faccio certo dire, salto fuori a razzo. Libero!! A quel punto sono uscito dalle scale di sicurezza.. e devo dire che mentre pigiavo il maniglione antipanico ho avuto l'attimo di brivido per la paura di sentire un qualche allarme suonare... stavo pur sempre aprendo delle porte di un edificio pubblico alle dieci di sera!
Per fortuna niente allarme, sospiro di sollievo, addirittura il sensore al piano terra è ancora acceso, mi rileva e mi apre le porte per farmi uscire. Via verso il parcheggio, aperti i cancelli con la chiave di ordinanza, fuori, chiuso tutto, via a casa, non è successo niente!

Stamattina però il senso civico mi ha imposto di andare a riportare l'accaduto in segreteria. Mi accoglie la simpatica ragazza "ciao dimmi". Le spiego l'imprevisto e lei sorridendo "lo so, devono fare l'intervento oggi". Come sarebbe LO SO?!? Ma mettere un cartello "non usare" era troppa fatica???

martedì, ottobre 18, 2011

Civis bye-bye

Allora, notizia fresca e odierna, come si supponeva già da un po' oggi il tanto odiato Civis è stato sospeso. E con questo possiamo dire di avere letteralmente buttato nel cesso qualche milione di euro.
La motivazione ufficiale fa riferimento alla guida ottica che non corrisponderebbe a quanto contrattualmente previsto sulla base dell'offerta presentata dal costruttore in sede di gara. Insomma la tanto decantata "guida automatica", il pilota automatico che con un lettore ottico avrebbe dovuto guidare il veicolo (con la supervisione di un autista umano comunque) è una grossa ciofeca. Sembra che basti un po' di pioggia a mettere nei guai il sensore... senza pensare poi agli ovvi problemi legati alle linee dipinte sulla strada. E allora interviene l'autista? niente affatto, perché per via delle dimensioni smodate rispetto alle piccole strade di Bologna e del posto guida centrale con ridotta visibilità, nessun autista voleva (a ragione, probabilmente) assumersi questo rischio. Tanto che i vari sindacati erano già sul piede di guerra.

Ma perché siamo arrivati a questo punto?
Bisogna fare un piccolo salto indietro, nel lontano 2004, quando prima di andare al voto per le amministrative, il sindaco uscente Guazzaloca mise la firmetta sul contratto. Come mai? mah, ricordiamoci che aveva vinto le elezioni spingendo molto in campagna elettorale sulla critica al tram su rotaia dell'ex sindaco Vitali, però i finanziamenti già approvati per questo progetto di linea tramviaria facevano comodo e non si potevano perdere. E così è nata l'idea del tram su gomma, tanto strampalata da diventare credibile. Con tanto di nomignoli affettuosi, il tram su gomma all'inizio si chiamava Teo: Tram Elettrico a guida Ottica. Affascinante neologismo che, in nome della disinformazione di Palazzo (d'Accursio), nascondeva in realtà un banale filobus, solo più costoso, più ingombrante e più scomodo da guidare e che nessun'altra città al mondo aveva preso in considerazione dopo averlo sperimentato. Ma spinta fortemente dall'associazione dei commercianti, che l'hanno voluta come se fosse una questione di vita o di morte, gli stessi commercianti che negli ultimi mesi non hanno fatto altro che piangere per i cantieri (brutta categoria, quella dei commercianti).
E le reazioni? Ci sono state ovviamente, manifestazioni di piazza assieme ai cittadini, guidate da personaggi con nomi come Cofferati, Zamboni, Merola. E poi nientemeno che la Provincia di Bologna, che aveva addirittura (luglio 2004) presentato reclamo al TAR manifestando le incongruenze del progetto.

Poi la svolta. Cofferati vince le elezioni, riportando "Bologna la rossa" sotto il controllo della sinistra, dopo l'affronto di un sindaco di destra. E improvvisamente tutti cambiano idea. Cofferati e i suoi assessori Zamboni e Merola si convertono, decidono di abbracciare l'idea del Civis e lo modificano (in peggio ovviamente): non più linea che attraversa Bologna da est a ovest, ma banale navetta da San Lazzaro a Bologna centro. E nel contempo, con questo cambiamento di percorso, si conferma all'ATC il permesso di far passare i bisonti snodati (della FIAT, che controlla la Irisbus che fabbrica i Civis) sotto le due torri. Giustificando il tutto con la famosa argomentazione delle "penali" da pagare per un progetto già firmato. Ma un momento, il contratto non è nemmeno arrivato a Roma al ministero dei trasporti ancora, anzi c'è pure di mezzo un reclamo al TAR da parte della Provincia, che succede?! Eh niente, vinte le elezioni da Cofferati, il reclamo è stato misteriosamente ritirato. Se questo non fosse accaduto, molto probabilmente la pratica Civis si sarebbe risolta con un nulla di fatto, senza alcuna penale o con spese sicuramente minori rispetto a quanto abbiamo speso fino ad oggi.

Quindi, per riassumere i veri colpevoli e non un singolo capro espiatorio, eccovi una piccola lista: Giorgio Guazzaloca e il suo assessore alla mobilità Pellizzer; la presidentessa della Provincia Beatrice Draghetti e il vicepresidente Giacomo Venturi; Sergio Cofferati e l’assessore Maurizio Zamboni. E con loro tutti i segretari, di tutti i partiti, di tutti i colori.
Il povero Guazzaloca ormai ha pagato, dopo la doppia sconfitta Cofferati-Delbono è scomparso dalla scena; il suo pupillo Corticelli ("il nuovo che avanza") alle ultime elezioni ha fatto una figuraccia peggiore del terzo polo (vedi il candidato civico Aldrovandi supportato da Casini e Fini); Cofferati è sparito dalla scena politica italiana, ma atterrando sul morbido di una poltrona da eurodeputato a Bruxelles, grazie all'amico (ex segretario PD) Franceschini.

E la faccenda intanto va avanti, giudiziale ed extragiudiziale, in un'Italia dove ancora ci si arrampica sugli specchi per difendere l'indifendibile (un esempio? il ponte sullo stretto di Messina per dirne una, o la TAV in Val di Susa) e si insiste a sprecare denaro pubblico, che vuol dire soldi che abbiamo tirato fuori noi cittadini contribuenti. Solo le scuse alla città non si vedono.

giovedì, ottobre 06, 2011

Ciao Steve

Sì lo so, credete che sia un post scontato, inflazionato, ecc. Non sono sicuramente uno dei tanti fanboy della Apple, ma la mia posizione di CEO mi impone una riflessione.
Siamo indubbiamente dispiaciuti per la perdita di Jobs, perché con lui se ne va una persona che ha saputo rivoluzionare il modo di pensare e di approcciarsi alle cose. Onestamente trovo difficile scrivere questo post, non mi vengono molte parole, ci mancherà soprattutto perché è grazie alle (poche) persone che vedono più in là del loro naso e ragionano controcorrente che il mondo va avanti.
Ciao Steve, keep thinking different.

domenica, settembre 18, 2011

Gli italiani e i politici...

Un giorno un fioraio va da un barbiere per un taglio di capelli. Dopo il taglio, chiede il conto, e il barbiere risponde: 'Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio gratuito per la comunità di questa settimana'.
Il fiorista è molto contento, saluta calorosamente e lascia il negozio.
La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire il suo negozio, trova un cartello con sopra "grazie" e una dozzina di rose davanti alla saracinesca.
Più tardi, un poliziotto passa dal barbiere, anche lui per un taglio di capelli, e quando cerca di pagare il conto, il barbiere di nuovo risponde: 'Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio per la mia comunità di questa settimana'.
Il poliziotto, felice, lascia il negozio.
La mattina dopo, il barbiere trova davanti al negozio un foglio di carta con scritto "grazie" e una dozzina di ciambelle calde che lo aspettano alla porta.
Poi, un membro del Parlamento, venuto per un taglio di capelli, quando va per pagare il conto, il barbiere di nuovo gli risponde: 'Non posso accettare soldi da voi. Sto facendo il servizio alla comunità di questa settimana'.
Il membro del Parlamento, felicissimo di questa notizia, lascia il negozio.
La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire, trova davanti al negozio una dozzina di altri parlamentari in fila, in attesa di un taglio di capelli gratuito.


E questo, amici miei, illustra la differenza fondamentale tra i cittadini del nostro paese e i politici che la gestiscono!

giovedì, agosto 25, 2011

Ignoranza

Tempo di crisi, alimenta l'ignoranza della gente.
Fra le varie cose che si sentono dopo la manovra correttiva per risanare (?) il bilancio, una in particolare mi ha lasciato perplesso, ovvero la richiesta di far pagare le tasse alla Chiesa.
Ok, ci può stare da parte della plebe ignorante che riempie di post i social network... ma proprio fuori luogo mi pare da parte di Merola, che sarebbe il sindaco di Bologna. Non sa in quale serie militi la squadra di calcio della propria città, evidentemente non sa che la CEI paga già le varie tasse.. quindi cosa sa? Non si stupisca se poi lo chiamano Merolone.. o Merollah...! Ma chi l'ha votato?!
Giusto per la cronaca, si documenti meglio prima.

martedì, luglio 26, 2011

Hai capito il nucleare!!

Ma guarda un po' come va il mondo. Prima ti dicono che bisogna assolutamente evitare il nucleare perché inquina, che bisogna a tutti i costi orientarsi verso le energie rinnovabili sennò è la fine del mondo. Adesso invece viene fuori che queste energie rinnovabili non inquinanti... inquinano! Come e più di quello che dovrebbero sostituire!
MA VA!! Hanno scoperto l'acqua calda!!
I pannelli fotovoltaici (oltre ad avere una vita media non superiore ai 20 anni) sono fatti con componenti elettronici non riciclabili, il cui smaltimento è circa dieci volte più complesso e oneroso dei rifiuti radioattivi. Tra l'altro, allo stato attuale delle cose, almeno la metà della produzione fotovoltaica mondiale è un grave danno all'ambiente (qui devo chiedere scusa, la fonte è un articolo apparso sul Sunday Times un po' di tempo fa, ma non lo trovo più).
Il termoelettrico, dal canto suo, non è da meno: l'acqua utilizzata, oltre ad essere demineralizzata, è anche trattata con paraflu, per evitare il congelamento delle tubature (immaginate cosa vorrebbe dire una perdita di quelle proporzioni).
Non parliamo dell'idroelettrico (come mai nessuno racconta i danni che fanno all'ecosistema acquatico gli invasi?) o dell'eolico (idem, le pale cambiano la morfologia e il microclima).
Perché invece nessuno parla - e mi piacerebbe saperlo veramente - di quello che sta combinando la Tirreno Power con gli stabilimenti di carbone in Liguria... chissà di chi è questa azienda e chi ci mangia sopra...

martedì, luglio 19, 2011

Il danno e la beffa

Niente paura, polemicarmas è sempre attivo... solo che ultimamente ci sarebbe così tanto da lamentarsi che anche qui non sappiamo da che parte cominciare.
Un'idea oggi però ce l'abbiamo: io segnalerei questo.
Con un solo commento: S C A N D A L O S O.

martedì, giugno 14, 2011

Grazie...

Questo è solo il primo dei tanti ringraziamenti che mi toccherà fare. E' facile parlare dopo, ma per fortuna polemicarmas ha provato a dirlo anche prima.
Lo potete leggere qui.
Intanto mi aspetto un altro aumento delle tasse.. ah no aspetta, potrete sempre dire che è colpa del governo!

Prima che abbiate un altro brusco risveglio, voglio darvi un'altra allegra notizia. Perché abbiamo votato ad un referendum sul nucleare? Tecnicamente c'era già stato un referendum in tale senso, quindi per quale motivo riproporlo? Forse, per evitare i disastri i cui effetti abbiamo visto tutti in Giappone? Wrong.
Citiamo testualmente la legge sul finanziamento ai partiti del 1999, quarto comma dell'articolo 1: "è attribuito ai comitati promotori un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire mille per ogni firma valida (…) fino ad un limite massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validità di partecipazione al voto".
Secondo quanto dichiarato dall'IdV, le firme raccolte viaggiano circa sulle 740mila, per un equivalente di circa 400mila euro. E bravo Tonino!
Per l'intero complesso referendario, invece, siamo sul milione 300mila euro.

Occhio però, non è illegale: sono fondi previsti dalla legge, allo scopo di incentivare una pratica democratica. Chissà come mai, nel referendum del 1993 si era votato per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (quorum raggiunto, vittoria del sì), però zitti e in sordina, tutti d'accordo si sono fatti questa legge qualche anno dopo.
Fatto sta, da oggi loro sono tutti un po' più ricchi, noi siamo tutti un po' più poveri. E anche più fessi.

lunedì, marzo 28, 2011

Quesiti matematici

Noto che il pubblico latita dal blog, quindi ora mi invento un quiz per vedere se suscita l'interesse. Premetto che però ancora non so la soluzione, ma ci si potrebbe pensare :P
Mi sono recentemente imbattuto in queste proprietà:
11 x 11=121
111 x 111=12321
1111 x 1111=1234321
però, 1111111111 x 1111111111 = 1234567900987654321.
Ecco, perchè?
Oppure queste:
11-3x3=2
1111-33x33=22
111111-333x333=222
Perchè di nuovo?

In attesa di qualche risposta, ritorno ai miei affari!

domenica, febbraio 13, 2011

Sono qui, eh!

Ecco sì, ammetto di essere stato un po' assente ultimamente, veramente tanto tempo passato al lavoro e poco tempo a disposizione per il blog (e lo confesso, anche poca voglia quando il tempo invece ci sarebbe anche stato).
Ma non solo lavoro, anche altro. Per esempio, mi sono letto un interessante libro, non molto voluminoso ma non per questo non interessante. Si tratta di "Profezie per l'Ottimismo", del cardinale Ersilio Tonini. Libro edito nel 2008, ci tengo a farlo presente perchè monsignor Tonini è nato nel 1914, quindi scritto alla rispettabile età di quasi 94 anni.
Una breve descrizione, non mia ma copiata da ibs.it, che rende bene l'idea:

La sfida più grande che l'uomo contemporaneo si trova a fronteggiare riguarda se stesso, ovvero il ritrovare la propria identità. In quest'ottica il Cardinal Tonini affronta, con le sue doti di grande comunicatore, i temi che più gli stanno a cuore: la difesa della vita nascente, l'eutanasia e l'accanimento terapeutico, il ruolo della famiglia nella società, il problema dei tanti giovani senza lavoro, degli adolescenti in crisi di speranze, degli anziani abbandonati a se stessi, del materialismo imperante. Ma Tonini non disdegna di sviscerare anche i grandi problemi del cristianesimo e della Chiesa di oggi: la mancanza di preti, le chiese sempre più vuote, l'anticlericalismo dilagante, le difficoltà a comunicare con i non credenti. In questo viaggio tra le grandi domande di oggi emerge il volto più intimo e personale di un grande profeta del nostro tempo, che all'età di 93 anni, ancora lucidissimo, si riconferma attento osservatore del presente e testimone di fiducia per le generazioni future.

Che altro si può aggiungere? Una delle figure più interessanti del cattolicesimo dei giorni nostri, una persona straordinaria e molto colta che all'età di 93 anni ancora è in grado di dare lezioni di stile e arguzia. Un Vescovo con la V maiuscola, non per niente un cardinale molto apprezzato da papa Giovanni Paolo II. Notevole la sua apertura alla ricerca e alla scienza sulle quali non nasconde meriti e preoccupazioni. Appare dal libro una visione nuova dell'essere religioso, un'autocritica importante e stimolante rivolta al futuro e non retroattiva.
Consigliato, decisamente da leggere, soprattutto per i giovani.