Imola, sabato 22 aprile 2006. Michael Schumacher conquista la pole position, ma non una qualunque: è la 66-esima della sua lunga carriera e con questa sorpassa Ayrton Senna, il cui record sembrava irraggiungile. Non ho mai stimato molto Schumacher come personaggio e personalmente ritengo che negli ultimi due/tre anni abbia corso unicamente con l'unico scopo di fare suoi tutti i record possibili, ma non è questa la cosa di cui volevo parlare.
Io volevo solo sottolineare la coincidenza delle cose, che non ti aspetti: Ayrton ha trovato la morte proprio sul circuito del Santerno, dando di fatto inizio all'epoca di Schumacher (mi perdonino gli avversari, ma i vari Damon Hill, Hakkinen o Villeneuve sono stati solo una brezza passeggera). E sullo stesso circuito, quasi a 12 anni di distanza, viene battuto il record del compianto campione. È curioso, ma fa pensare quasi ad un beffardo disegno.
Per gli amanti delle curiosità, potrei trovare un'altra coincidenza: chi si ricorda il gran premio di Imola del 1984? All'epoca, un giovanissimo Ayrton Senna fallì la sessione di qualifiche, non riuscendo a qualificarsi per la gara. Ma non si diede per vinto e giurò di rifarsi. Dall'anno successivo il circuito divenne il suo personale territorio: 7 pole position consecutive, conquistate con la zampata che solo il campione riesce a sferrare, in 7 anni di dominio assoluto (record questo veramente imbattibile), saranno 8 alla fine contando anche il tragico 1994. Inarrivabile.
Ebbene, non è curioso che il record delle pole position sia stato battuto proprio qui?
Un altro boccone amaro per i fan di Ayrton. C'est la vie.
Dico, faccio e scrivo quello che mi pare, dalla politica al porno! Do you have the time to listen to me whine, about nothing and everything all at once?
giovedì, aprile 27, 2006
mercoledì, aprile 26, 2006
Per non dimenticare...
Venti anni fa, nella notte del 26 Aprile 1986, la squadra adibita al reattore numero 4 nella centrale di Chernobyl ricevette direttamente da Mosca delle istruzioni speciali per condurre un esperimento. Prima dell'inizio, tutti i moduli di sicurezza vennero spenti. La reazione a catena che ne seguì non potè essere controllata.
Un'esplosione fece scoppiare le 1000 tonnellate del tetto dell'edificio. Grandi quantità di elementi radioattivi vennero scagliati in alto fin nell'atmosfera e si diffusero per tutto l'emisfero nord. Ci vollero 36 ore prima che fossero annunciati i piani per l'evacuazione e successivamente dieci giorni per spegnere il fuoco. Nonostante tutto, la maggior parte degli impianti nucleari di Chernobyl ha continuato a lavorare, finché l'ultimo non venne spento nell'anno 2000.
Per chi vuole vedere gli effetti a tutt'oggi, suggerisco di guardare questo sito, ma con attenzione perchè alcune immagini sono abbastanza forti (lasciate il mouse fermo sull'immagine per leggere la descrizione).
Un'esplosione fece scoppiare le 1000 tonnellate del tetto dell'edificio. Grandi quantità di elementi radioattivi vennero scagliati in alto fin nell'atmosfera e si diffusero per tutto l'emisfero nord. Ci vollero 36 ore prima che fossero annunciati i piani per l'evacuazione e successivamente dieci giorni per spegnere il fuoco. Nonostante tutto, la maggior parte degli impianti nucleari di Chernobyl ha continuato a lavorare, finché l'ultimo non venne spento nell'anno 2000.
Per chi vuole vedere gli effetti a tutt'oggi, suggerisco di guardare questo sito, ma con attenzione perchè alcune immagini sono abbastanza forti (lasciate il mouse fermo sull'immagine per leggere la descrizione).
mercoledì, aprile 19, 2006
Financial Times? Mah.
La sinistra definisce poco serio quel Financial Times che giudicava serissimo sino a poco tempo fa, quando criticava Berlusconi: e deriderla è più che giusto. Rendere la pariglia, tuttavia, significa anche sentirsi più credibili nell'ipotizzare che la stampa estera, in generale, scrivesse sciocchezze allora e possa scriverle anche oggi. Nel caso, la precarietà di un governo Prodi è persino ovvia, e il Financial Times non fa che fotografarla: ma è dal 1994, per il resto, che tanta stampa italiana ha riscoperto quella estera solo per inglobarla nel grande circo bipolare e quindi per battagliarsi a colpi di Economist e New York Times. Ma qual è il saldo? Parlatene con qualcuno che la stampa estera la legga davvero: vi confermerà che il più delle volte gli articoli sull'Italia sono degli agglomerati di luoghi comuni e superficialità, e che gli articoli più strettamente economici, per contro, spesso sono scritti per uso interno e denotano la lungimiranza politica di un estratto conto. Quindi seguitiamo a leggere la stampa estera, per carità: ma leggiamo prima la nostra e ricordiamo per esempio che l'Economist, l'autorevole Economist, sull'Italia in definitiva non ne ha azzeccata una, e che non ha fatto che scopiazzare il peggio del nostro giornalismo che fa già abbastanza schifo di suo. Un giornalismo che oggi, a parte i soliti due o tre, vede il potenziale governo Prodi, da solo, semplicemente per quello che è.
Questo il parere di Filippo Facci edito su Il Giornale di oggi. Un commento che può essere riassunto in poche, semplici parole: quando la sinistra e i mass media italiani che le fanno da corollario la smetteranno d'incensare ogni scoreggia scritta oltre confine, ne guadagneremo tutti in capacità d'analisi.
Questo il parere di Filippo Facci edito su Il Giornale di oggi. Un commento che può essere riassunto in poche, semplici parole: quando la sinistra e i mass media italiani che le fanno da corollario la smetteranno d'incensare ogni scoreggia scritta oltre confine, ne guadagneremo tutti in capacità d'analisi.
lunedì, aprile 17, 2006
What Temperment Are You?
| You Have a Phlegmatic Temperament |
Mild mannered and laid back, you take life at a slow pace. You are very consistent - both in emotions and actions. You tend to absorb set backs easily. You are cool and collected. It is difficult to offend you. You can remain composed and unemotional. You are a great friend and lover. You don't demand much of others. While you are quiet, you have a subtle wit that your friends know well. At your worst, you are lazy and unwilling to work at anything. You often get stuck in a rut, without aspirations or dreams. You can get too dependent on others, setting yourself up for abandonment. |
giovedì, aprile 13, 2006
Appello televisivo
Da accanito videodipendente quale sono, non passa settimana senza che io non sfogli le guide televisive nella speranza di vedere ricominciare qualche serie da lungo attesa. Messo ormai il cuore in pace per quanto riguarda la terza serie di Roswell ad un orario decente e quasi rassegnato anche per The Dead Zone (entrambi su RaiDue, maledetta emittente), non dispero invece per la prossima serie di Lost, ER, Alias, Streghe, Smallville, Grey's Anatomy, CSI Miami e NY; la versione di CSI "originale" a Las Vegas è attualmente in onda, così come l'ultima serie (purtroppo) di Enterprise. Senza dimenticare che One Piece è sempre lì dietro l'angolo, ma mai programmato, mentre Yugioh me l'hanno relegato sabato e domenica di mattina presto.
Ebbene, in questo scenario, è stata messa altra carne al fuoco e io non potevo esimermi dall'obbligo morale di guardare.
La nuova serie apparsa nel nostro palinsesto è nientemeno che Veronica Mars! Ok, era sconosciuta anche a me fino a ieri sera, ma ora la conosco e non intendo perdermela! ^^; Consiglio a voi di fare altrettanto!
Nelle prime due puntate addirittura guest-star un personaggio del calibro di Paris Hilton, che avrà una barca di soldi, d'accordo, ma personalmente ritengo veramente brutta... oltre che completamente senza tette. Al contrario la protagonista, al secolo Kristen Bell, è veramente "hot", come direbbero i suoi connazionali. Oltre che, dettaglio che non posso trascurare, bionda. ;D
Tornando all'appello, ho letto con preoccupazione che la casa produttrice, dopo la seconda stagione in onda adesso in America, intende chiudere la serie, a meno che il pubblico internazionale non dia un riscontro positivo. E allora cavolo, telespettatori italiani, datevi da fare! Guardate e apprezzate!
Ebbene, in questo scenario, è stata messa altra carne al fuoco e io non potevo esimermi dall'obbligo morale di guardare.
La nuova serie apparsa nel nostro palinsesto è nientemeno che Veronica Mars! Ok, era sconosciuta anche a me fino a ieri sera, ma ora la conosco e non intendo perdermela! ^^; Consiglio a voi di fare altrettanto!Nelle prime due puntate addirittura guest-star un personaggio del calibro di Paris Hilton, che avrà una barca di soldi, d'accordo, ma personalmente ritengo veramente brutta... oltre che completamente senza tette. Al contrario la protagonista, al secolo Kristen Bell, è veramente "hot", come direbbero i suoi connazionali. Oltre che, dettaglio che non posso trascurare, bionda. ;D
Tornando all'appello, ho letto con preoccupazione che la casa produttrice, dopo la seconda stagione in onda adesso in America, intende chiudere la serie, a meno che il pubblico internazionale non dia un riscontro positivo. E allora cavolo, telespettatori italiani, datevi da fare! Guardate e apprezzate!
lunedì, aprile 10, 2006
Prodi chi?
Mi stanno bombardando con filmati (google video, youtube su tutti) che criticano l'operato di Berlusconi, lo presentano nel "meglio del suo peggio" o altre cose del genere. A tutti voi che mi mandate questi link, vorrei dire: basta! Avete rotto i coglioni!
A quello che invece mi ha mandato il filmato di Berlusconi che al parlamento europeo apostrofa Schultz come kapò, seguito dal faccione di Prodi che recita "io c'ero, mi sono coperto la faccia con le mani dalla vergogna", vorrei dire di togliersi la mortadella dagli occhi e di fare ricerche in giro, non limitarsi a leggere la stampa di parte. Scoprirebbe come ci copriva di vergogna lui, mentre noi venivamo tenuti (stranamente) all'oscuro.
Romano Prodi: "le gaffes lastricano la sua strada". In quasi tutti i governi (europei) cresce l'irritazione verso l'uomo al vertice della più importante istituzione europea. E, quel che è quasi peggio per l'uomo e per il suo incarico, Prodi sempre meno viene preso sul serio. (Die Welt 17/07/2001)
Prodi è un problema per l'Europa, non essendoci modo per agevolarne l'uscita e non essendoci cenni di dimissioni volontarie i leader europei hanno la possibilità di lavoraci assieme, il che può essere impossibile, o più spesso di lavoragli attorno. (Times 02/02/2002)
According to Jean Quatremer, the veteran correspondent of Libération in Brussels, the world's press agrees that Romano Prodi is the worst President of the European Commission ever. The Eurostat affair, which has destroyed any pretence that the reputation of the Prodi Commission has cleaned up the act of its predecessor, comes after a long period in which the President himself has seen his own authority ebb away remorselessly. At last October's economic summit, he literally said nothing, even though the economy is supposed to be the Commission's patch. The only country which is not aware of Prodi's terrible reputation, says Quatremer, is Italy. This is because the majority of the press is hostile to the Berlusconi government, and sees in Romano Prodi the man who has the greatest chances of beating him. (Liberation 27 Settembre 2003)
L'operato di Prodi a Bruxelles, benché deriso in quasi tutta Europa, è motivo di orgoglio per molti italiani. (Times 17 Maggio 2004)
La performance di Romano Prodi come presidente della commissione europea è stata orrenda. L'ex premier italiano è l'uomo sbagliato per l'incarico. Non ha dimostrato né larghezza di vedute né l'attenzione ai dettagli richiesta per uno dei ruoli più difficili del mondo. Manager incapace, non sa comunicare, con un'allarmante propensione alle gaffe (The Financial Times 27 maggio 2004)
Romano Prodi, dal bilancio discusso, lascia una commissione indebolita… senza carisma, pessimo comunicatore, Romano Prodi è accusato di lasciare un'Europa senza progetto e una commissione che non ha più l'attenzione dei capi di Stato e di governo. Sotto la sua presidenza la Commissione non è stata in grado di rappresentare l'Europa sulla scena internazionale … Prodi è stato anche regolarmente accusato di utilizzare le sue funzioni a Bruxelles per pesare sulla politica italiana. (Le Monde 21/06/2004 )
(Prodi) non sa parlare, non sa imporre l'autorità della commissione sugli egoismi nazionali, non ha alcuna capacità di pensare in grande e presentare una visione strategica del futuro dell'Unione. (Der Spiegel 10/10/2004)
Prodi: Un dilettante catapultato su una poltrona troppo importante per lui. (The Financial Times 10/10/2004)
(…) He talked up his achievements, but critics declared him the worst president in the history of the EU. (…) Charles Grant, the europhile director of the Centre for European Reform think-tank, said: He has been the most unsuccessful president in the history of the EU. (…) He came to power saying that his priority was to purge the EU's institutions of fraud, but last year it emerged that millions of euros had vanished without trace into secret bank accounts opened by the officials of Eurostat, the EU's statistical agency. (Times, 26 ottobre 2004)
E per concludere, voglio aggiungere due cose:
-al momento della nomina di Prodi, Helmut Kohl esclama: "ma siete matti?" (e dovrebbe essere suo amico)
-Emma Bonino: "Prodi, cervello piatto". Oggi la Bonino è una sua fedele alleata.
Mentre da noi che si dice?
"Ho lasciato l'incarico di Presidente della Commissione Europea salutato da una standing ovation del parlamento europeo" - Romano Prodi, 28 settembre 2005. (Corriere della Sera)
Grazie watergate per il materiale interessante!
A quello che invece mi ha mandato il filmato di Berlusconi che al parlamento europeo apostrofa Schultz come kapò, seguito dal faccione di Prodi che recita "io c'ero, mi sono coperto la faccia con le mani dalla vergogna", vorrei dire di togliersi la mortadella dagli occhi e di fare ricerche in giro, non limitarsi a leggere la stampa di parte. Scoprirebbe come ci copriva di vergogna lui, mentre noi venivamo tenuti (stranamente) all'oscuro.
Romano Prodi: "le gaffes lastricano la sua strada". In quasi tutti i governi (europei) cresce l'irritazione verso l'uomo al vertice della più importante istituzione europea. E, quel che è quasi peggio per l'uomo e per il suo incarico, Prodi sempre meno viene preso sul serio. (Die Welt 17/07/2001)
Prodi è un problema per l'Europa, non essendoci modo per agevolarne l'uscita e non essendoci cenni di dimissioni volontarie i leader europei hanno la possibilità di lavoraci assieme, il che può essere impossibile, o più spesso di lavoragli attorno. (Times 02/02/2002)
According to Jean Quatremer, the veteran correspondent of Libération in Brussels, the world's press agrees that Romano Prodi is the worst President of the European Commission ever. The Eurostat affair, which has destroyed any pretence that the reputation of the Prodi Commission has cleaned up the act of its predecessor, comes after a long period in which the President himself has seen his own authority ebb away remorselessly. At last October's economic summit, he literally said nothing, even though the economy is supposed to be the Commission's patch. The only country which is not aware of Prodi's terrible reputation, says Quatremer, is Italy. This is because the majority of the press is hostile to the Berlusconi government, and sees in Romano Prodi the man who has the greatest chances of beating him. (Liberation 27 Settembre 2003)
L'operato di Prodi a Bruxelles, benché deriso in quasi tutta Europa, è motivo di orgoglio per molti italiani. (Times 17 Maggio 2004)
La performance di Romano Prodi come presidente della commissione europea è stata orrenda. L'ex premier italiano è l'uomo sbagliato per l'incarico. Non ha dimostrato né larghezza di vedute né l'attenzione ai dettagli richiesta per uno dei ruoli più difficili del mondo. Manager incapace, non sa comunicare, con un'allarmante propensione alle gaffe (The Financial Times 27 maggio 2004)
Romano Prodi, dal bilancio discusso, lascia una commissione indebolita… senza carisma, pessimo comunicatore, Romano Prodi è accusato di lasciare un'Europa senza progetto e una commissione che non ha più l'attenzione dei capi di Stato e di governo. Sotto la sua presidenza la Commissione non è stata in grado di rappresentare l'Europa sulla scena internazionale … Prodi è stato anche regolarmente accusato di utilizzare le sue funzioni a Bruxelles per pesare sulla politica italiana. (Le Monde 21/06/2004 )
(Prodi) non sa parlare, non sa imporre l'autorità della commissione sugli egoismi nazionali, non ha alcuna capacità di pensare in grande e presentare una visione strategica del futuro dell'Unione. (Der Spiegel 10/10/2004)
Prodi: Un dilettante catapultato su una poltrona troppo importante per lui. (The Financial Times 10/10/2004)
(…) He talked up his achievements, but critics declared him the worst president in the history of the EU. (…) Charles Grant, the europhile director of the Centre for European Reform think-tank, said: He has been the most unsuccessful president in the history of the EU. (…) He came to power saying that his priority was to purge the EU's institutions of fraud, but last year it emerged that millions of euros had vanished without trace into secret bank accounts opened by the officials of Eurostat, the EU's statistical agency. (Times, 26 ottobre 2004)
E per concludere, voglio aggiungere due cose:
-al momento della nomina di Prodi, Helmut Kohl esclama: "ma siete matti?" (e dovrebbe essere suo amico)
-Emma Bonino: "Prodi, cervello piatto". Oggi la Bonino è una sua fedele alleata.
Mentre da noi che si dice?
"Ho lasciato l'incarico di Presidente della Commissione Europea salutato da una standing ovation del parlamento europeo" - Romano Prodi, 28 settembre 2005. (Corriere della Sera)
Grazie watergate per il materiale interessante!
venerdì, aprile 07, 2006
La Sòla24Ore
Siamo finalmente alle ultime battute della campagna elettorale, per fortuna fra poco potremo godere un po' di pace e non vedere/sentire le solite facce e voci.. dopo dovremo sorbirci Prodi per cinque anni, ma questo è un altro discorso (l'avete mai sentito parlare? alzi la mano chi non si è addormentato quando dopo tre minuti di pause e sospiri era ancora a metà del primo periodo Z_z).
Oggi volevo sottolineare, per l'ultima volta, come l'espressione "stampa antiberlusconiana" sia purtroppo una triste realtà, purtroppo perchè ci si aspetterebbe di trovare dei giornali obiettivi in fase di analisi politica, ma quotidianamente si scopre che sono tutti schierati o governati da una particolare corrente di pensiero. Non parlo del solito L'Unità, Il mieloso Corriere, La Repubblica, L'Espresso (a proposito, chi si ricorda che nel 1993, spalleggiato dal pds di Occhetto, l'Espresso pubblicava una interessante inchiesta nientemeno che su Prodi, oggi loro compagno di merende?), o The Economist (che stamattina titola "Basta, Time for Italy to sack Berlusconi") e chi più ne ha più ne metta. Parlo di un altro giornale, dalla carta di colore particolare, che si chiama Il Sole24 Ore.
Stamattina in bagno (è il posto che si merita ormai) ci ho dato un'occhiata (direi che era quello di mercoledì) e sono rimasto perplesso dai dati pubblicati. Da un quotidiano tecnico non mi sarei mai aspettato di veder pubblicati in modo tanto disinvolto dati del tutto tendenziosi che puntano senza mezzi termini a mettere alla gogna la politica di rilancio dell'economia degli ultimi anni. Spinto dalla curiosità (e dalla quiete mattutina al lavoro) ho consultato il factbook dell'Ocse disponibile online, e con stupore ho scoperto che le serie di dati, da cui sono state tratte quelle conclusioni, si basavano su rilevamenti effettuati negli anni 2002-2003. Ma come? A "sinistra" ridono quando il premier parla di stampa-contro, eppure ogni giorno chi segue con un minimo di attenzione i media non può fare a meno di scontrarsi con realtà come questa appena raccontata.. I dati reali sull'andamento della competitività dell'Italia, diffusi dalla Commissione europea a gennaio basati su fonti Eurostat e Ocse aggiornate al 2005, non rappresentano un'economia tricolore da sogno ma indicano chiaramente il trend positivo che il Paese ha imboccato negli ultimi anni con una crescita dell'innovazione. In particolare risultiamo ai primi posti proprio per gli investimenti strategici (in cui secondo la Sòla24Ore saremmo fanalino di coda). Terzi in Europa dopo Austria e Finlandia per incentivi pubblici alle imprese che innovano; terzi, dietro Svezia e Germania, nella ricerca nell'alta tecnologia; terzi nel tasso di crescita annuo dei laureati in materie scientifiche, in penetrazione della banda larga e in finanziamenti pubblici in favore di R&S.
Insomma, leggendo il Sole, quello che uno ora è legittimato a pensare è che Berlusconi dovrebbe andare a casa perché nel 2002 il Paese lasciatogli dall'Unione era molto indietro rispetto agli altri stati dell'area Ocse. Un clamoroso autogol. O l'articolista è un incompetente, o voleva solo spalare merda gratuitamente, dimostrando la sua malafede (e quella del suo giornale) e confermando l'affermazione da cui siamo partiti.
Per concludere, a tal riguardo lasciatemi quotare quello che ho letto su RagionPolitica, sempre in merito alla nostra stampa di parte:
Oggi volevo sottolineare, per l'ultima volta, come l'espressione "stampa antiberlusconiana" sia purtroppo una triste realtà, purtroppo perchè ci si aspetterebbe di trovare dei giornali obiettivi in fase di analisi politica, ma quotidianamente si scopre che sono tutti schierati o governati da una particolare corrente di pensiero. Non parlo del solito L'Unità, Il mieloso Corriere, La Repubblica, L'Espresso (a proposito, chi si ricorda che nel 1993, spalleggiato dal pds di Occhetto, l'Espresso pubblicava una interessante inchiesta nientemeno che su Prodi, oggi loro compagno di merende?), o The Economist (che stamattina titola "Basta, Time for Italy to sack Berlusconi") e chi più ne ha più ne metta. Parlo di un altro giornale, dalla carta di colore particolare, che si chiama Il Sole24 Ore.
Stamattina in bagno (è il posto che si merita ormai) ci ho dato un'occhiata (direi che era quello di mercoledì) e sono rimasto perplesso dai dati pubblicati. Da un quotidiano tecnico non mi sarei mai aspettato di veder pubblicati in modo tanto disinvolto dati del tutto tendenziosi che puntano senza mezzi termini a mettere alla gogna la politica di rilancio dell'economia degli ultimi anni. Spinto dalla curiosità (e dalla quiete mattutina al lavoro) ho consultato il factbook dell'Ocse disponibile online, e con stupore ho scoperto che le serie di dati, da cui sono state tratte quelle conclusioni, si basavano su rilevamenti effettuati negli anni 2002-2003. Ma come? A "sinistra" ridono quando il premier parla di stampa-contro, eppure ogni giorno chi segue con un minimo di attenzione i media non può fare a meno di scontrarsi con realtà come questa appena raccontata.. I dati reali sull'andamento della competitività dell'Italia, diffusi dalla Commissione europea a gennaio basati su fonti Eurostat e Ocse aggiornate al 2005, non rappresentano un'economia tricolore da sogno ma indicano chiaramente il trend positivo che il Paese ha imboccato negli ultimi anni con una crescita dell'innovazione. In particolare risultiamo ai primi posti proprio per gli investimenti strategici (in cui secondo la Sòla24Ore saremmo fanalino di coda). Terzi in Europa dopo Austria e Finlandia per incentivi pubblici alle imprese che innovano; terzi, dietro Svezia e Germania, nella ricerca nell'alta tecnologia; terzi nel tasso di crescita annuo dei laureati in materie scientifiche, in penetrazione della banda larga e in finanziamenti pubblici in favore di R&S.
Insomma, leggendo il Sole, quello che uno ora è legittimato a pensare è che Berlusconi dovrebbe andare a casa perché nel 2002 il Paese lasciatogli dall'Unione era molto indietro rispetto agli altri stati dell'area Ocse. Un clamoroso autogol. O l'articolista è un incompetente, o voleva solo spalare merda gratuitamente, dimostrando la sua malafede (e quella del suo giornale) e confermando l'affermazione da cui siamo partiti.
Per concludere, a tal riguardo lasciatemi quotare quello che ho letto su RagionPolitica, sempre in merito alla nostra stampa di parte:
Il caso delle misure antidumping è esemplare. Bruxelles ha perso due anni almeno per fare un primo passo verso ciò che gli Usa hanno applicato alla grande già da tempo tra l’altro ai danni della stessa Europa in alcuni settori come il chimico e il siderurgico. Non solo. Mentre noi affrontiamo complicate discussioni deontologiche sul liberismo, dall’altra parte dell’oceano gli inventori del liberalcapitalismo favoriscono la svalutazione della moneta, sostengono con massicci interventi del governo la produzione e stipulano accordi bilaterali con le tigri asiatiche. Il debito sta aumentando è vero ma a Washington sanno che se l’economia gira col tempo sarà possibile rientrare nelle spese extra di questi anni. Questo i giornalisti economici delle nostre principali testate lo sanno? Conoscono la forza con cui il nostro governo è intervenuto in sede Europea per rendere più flessibile un patto che la stessa Germania motore dell’Ue non riesce più a rispettare? O dobbiamo rassegnarci ormai a pagine di economia su cui ogni tabella ed ogni grafico va bene per far bella figura e nessuno è in grado di fare una lettura comparata seria e approfondita? Fin quando avremo giornali che alla vigilia di un voto così importante per gli italiani si perdono dietro a duelli televisivi, a intercettazioni col timer, ai Lando Buzzanca che cambiano bandiera ed, ahimè, a bambini bolliti 50 anni fa, non riusciremo mai ad avere una democrazia veramente matura in cui i cittadini sono messi in condizione di confrontarsi con i fatti e non con l’aria fritta.
martedì, aprile 04, 2006
Bravo Rutelli
Ieri sera (credo) c'è stato il nuovo incontro-scontro fra Berlusconi e Prodi. Ebbene, NON l'ho visto e questa volta non dirò nulla.
Piuttosto, volevo commentare una affermazione di Rutelli di qualche giorno fa, secondo cui si devono dare incentivi alle aziende che assumono e aumentare le spese per quelle che invece mantengono i lavoratori nel precariato.
Bene! Finalmente qualcuno che ne parla! La ritengo una proposta più che giusta. Basta coi CoCoCo/CoCoPro, tempo determinato, a progetto, di consulenza, finte borse di studio o assegni di ricerca, pseudo formazione lavoro ex-apprendistato! Non vorremo ridurci come la Francia, vero?
Piuttosto, volevo commentare una affermazione di Rutelli di qualche giorno fa, secondo cui si devono dare incentivi alle aziende che assumono e aumentare le spese per quelle che invece mantengono i lavoratori nel precariato.
Bene! Finalmente qualcuno che ne parla! La ritengo una proposta più che giusta. Basta coi CoCoCo/CoCoPro, tempo determinato, a progetto, di consulenza, finte borse di studio o assegni di ricerca, pseudo formazione lavoro ex-apprendistato! Non vorremo ridurci come la Francia, vero?
domenica, aprile 02, 2006
Un anno fa...
Il tempo vola e non ce ne si accorge. Esattamente un anno fa, il 2 Aprile 2005, all'età di 84 anni moriva Karol Wojtyla, il papa Giovanni Paolo II.
Grande personaggio, apprezzato dai fedeli fin dalla prima apparizione dalla loggia di San Pietro (un discorso indimenticabile, "se sbaglio mi corriggerete"), vittima di un inspiegabile e vergognoso attentato (ancora oggi non sappiamo le vere ragioni e i veri mandanti del folle gesto) che ha segnato la sua salute, ha sempre lottato con grande forza di volontà in tutte le situazioni, fino agli ultimi giorni di sofferenza di cui indelebile resterà la sua smorfia per non essere riuscito a pronunciare la benedizione Urbi et Orbi nel giorno di Pasqua.
Mi ricordo benissimo che quella sera ero in un pub e quando dalla tv è stato dato l'annuncio (da un afflitto Navarro Valls) ho provato un grandissimo dispiacere e mi sono unito al "coro del silenzio" che ha caratterizzato quei primi momenti. Il mondo intero ha espresso il cordoglio per la sua morte, a ulteriore conferma di un pontificato lungo, sì, ma anche molto importante.
Non si può non ricordare con affetto questa Persona.
Grande personaggio, apprezzato dai fedeli fin dalla prima apparizione dalla loggia di San Pietro (un discorso indimenticabile, "se sbaglio mi corriggerete"), vittima di un inspiegabile e vergognoso attentato (ancora oggi non sappiamo le vere ragioni e i veri mandanti del folle gesto) che ha segnato la sua salute, ha sempre lottato con grande forza di volontà in tutte le situazioni, fino agli ultimi giorni di sofferenza di cui indelebile resterà la sua smorfia per non essere riuscito a pronunciare la benedizione Urbi et Orbi nel giorno di Pasqua.
Mi ricordo benissimo che quella sera ero in un pub e quando dalla tv è stato dato l'annuncio (da un afflitto Navarro Valls) ho provato un grandissimo dispiacere e mi sono unito al "coro del silenzio" che ha caratterizzato quei primi momenti. Il mondo intero ha espresso il cordoglio per la sua morte, a ulteriore conferma di un pontificato lungo, sì, ma anche molto importante.
Non si può non ricordare con affetto questa Persona.
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