Imola, sabato 22 aprile 2006. Michael Schumacher conquista la pole position, ma non una qualunque: è la 66-esima della sua lunga carriera e con questa sorpassa Ayrton Senna, il cui record sembrava irraggiungile. Non ho mai stimato molto Schumacher come personaggio e personalmente ritengo che negli ultimi due/tre anni abbia corso unicamente con l'unico scopo di fare suoi tutti i record possibili, ma non è questa la cosa di cui volevo parlare.
Io volevo solo sottolineare la coincidenza delle cose, che non ti aspetti: Ayrton ha trovato la morte proprio sul circuito del Santerno, dando di fatto inizio all'epoca di Schumacher (mi perdonino gli avversari, ma i vari Damon Hill, Hakkinen o Villeneuve sono stati solo una brezza passeggera). E sullo stesso circuito, quasi a 12 anni di distanza, viene battuto il record del compianto campione. È curioso, ma fa pensare quasi ad un beffardo disegno.
Per gli amanti delle curiosità, potrei trovare un'altra coincidenza: chi si ricorda il gran premio di Imola del 1984? All'epoca, un giovanissimo Ayrton Senna fallì la sessione di qualifiche, non riuscendo a qualificarsi per la gara. Ma non si diede per vinto e giurò di rifarsi. Dall'anno successivo il circuito divenne il suo personale territorio: 7 pole position consecutive, conquistate con la zampata che solo il campione riesce a sferrare, in 7 anni di dominio assoluto (record questo veramente imbattibile), saranno 8 alla fine contando anche il tragico 1994. Inarrivabile.
Ebbene, non è curioso che il record delle pole position sia stato battuto proprio qui?
Un altro boccone amaro per i fan di Ayrton. C'est la vie.
1 commento:
ci sono piloti che vanno al di là del talento nella guida... piloti che hanno un fascino fortissimo dentro e fuori la pista, che creano un alone di mito già in vita attorno alla propria figura... Ayrton era certamente uno di questi, e per quanto Michael possa abbattere record su record (con mia somma gioia ferrarista: in fondo non mi sta più antipatico da quando fece la simpaticissima pubblicità FIAT sulla nuova Seicento... "c'è anque ruossa?" :P), rimarrà sempre un gradino più in basso. Entrare negli annali dei record storici garantisce gloria e fama ad aeternum, ma entrare nel mito... beh, è tutta un'altra cosa...
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