Oggi volevo sottolineare, per l'ultima volta, come l'espressione "stampa antiberlusconiana" sia purtroppo una triste realtà, purtroppo perchè ci si aspetterebbe di trovare dei giornali obiettivi in fase di analisi politica, ma quotidianamente si scopre che sono tutti schierati o governati da una particolare corrente di pensiero. Non parlo del solito L'Unità, Il mieloso Corriere, La Repubblica, L'Espresso (a proposito, chi si ricorda che nel 1993, spalleggiato dal pds di Occhetto, l'Espresso pubblicava una interessante inchiesta nientemeno che su Prodi, oggi loro compagno di merende?), o The Economist (che stamattina titola "Basta, Time for Italy to sack Berlusconi") e chi più ne ha più ne metta. Parlo di un altro giornale, dalla carta di colore particolare, che si chiama Il Sole24 Ore.
Stamattina in bagno (è il posto che si merita ormai) ci ho dato un'occhiata (direi che era quello di mercoledì) e sono rimasto perplesso dai dati pubblicati. Da un quotidiano tecnico non mi sarei mai aspettato di veder pubblicati in modo tanto disinvolto dati del tutto tendenziosi che puntano senza mezzi termini a mettere alla gogna la politica di rilancio dell'economia degli ultimi anni. Spinto dalla curiosità (e dalla quiete mattutina al lavoro) ho consultato il factbook dell'Ocse disponibile online, e con stupore ho scoperto che le serie di dati, da cui sono state tratte quelle conclusioni, si basavano su rilevamenti effettuati negli anni 2002-2003. Ma come? A "sinistra" ridono quando il premier parla di stampa-contro, eppure ogni giorno chi segue con un minimo di attenzione i media non può fare a meno di scontrarsi con realtà come questa appena raccontata.. I dati reali sull'andamento della competitività dell'Italia, diffusi dalla Commissione europea a gennaio basati su fonti Eurostat e Ocse aggiornate al 2005, non rappresentano un'economia tricolore da sogno ma indicano chiaramente il trend positivo che il Paese ha imboccato negli ultimi anni con una crescita dell'innovazione. In particolare risultiamo ai primi posti proprio per gli investimenti strategici (in cui secondo la Sòla24Ore saremmo fanalino di coda). Terzi in Europa dopo Austria e Finlandia per incentivi pubblici alle imprese che innovano; terzi, dietro Svezia e Germania, nella ricerca nell'alta tecnologia; terzi nel tasso di crescita annuo dei laureati in materie scientifiche, in penetrazione della banda larga e in finanziamenti pubblici in favore di R&S.
Insomma, leggendo il Sole, quello che uno ora è legittimato a pensare è che Berlusconi dovrebbe andare a casa perché nel 2002 il Paese lasciatogli dall'Unione era molto indietro rispetto agli altri stati dell'area Ocse. Un clamoroso autogol. O l'articolista è un incompetente, o voleva solo spalare merda gratuitamente, dimostrando la sua malafede (e quella del suo giornale) e confermando l'affermazione da cui siamo partiti.
Per concludere, a tal riguardo lasciatemi quotare quello che ho letto su RagionPolitica, sempre in merito alla nostra stampa di parte:
Il caso delle misure antidumping è esemplare. Bruxelles ha perso due anni almeno per fare un primo passo verso ciò che gli Usa hanno applicato alla grande già da tempo tra l’altro ai danni della stessa Europa in alcuni settori come il chimico e il siderurgico. Non solo. Mentre noi affrontiamo complicate discussioni deontologiche sul liberismo, dall’altra parte dell’oceano gli inventori del liberalcapitalismo favoriscono la svalutazione della moneta, sostengono con massicci interventi del governo la produzione e stipulano accordi bilaterali con le tigri asiatiche. Il debito sta aumentando è vero ma a Washington sanno che se l’economia gira col tempo sarà possibile rientrare nelle spese extra di questi anni. Questo i giornalisti economici delle nostre principali testate lo sanno? Conoscono la forza con cui il nostro governo è intervenuto in sede Europea per rendere più flessibile un patto che la stessa Germania motore dell’Ue non riesce più a rispettare? O dobbiamo rassegnarci ormai a pagine di economia su cui ogni tabella ed ogni grafico va bene per far bella figura e nessuno è in grado di fare una lettura comparata seria e approfondita? Fin quando avremo giornali che alla vigilia di un voto così importante per gli italiani si perdono dietro a duelli televisivi, a intercettazioni col timer, ai Lando Buzzanca che cambiano bandiera ed, ahimè, a bambini bolliti 50 anni fa, non riusciremo mai ad avere una democrazia veramente matura in cui i cittadini sono messi in condizione di confrontarsi con i fatti e non con l’aria fritta.
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