domenica, febbraio 13, 2011

Sono qui, eh!

Ecco sì, ammetto di essere stato un po' assente ultimamente, veramente tanto tempo passato al lavoro e poco tempo a disposizione per il blog (e lo confesso, anche poca voglia quando il tempo invece ci sarebbe anche stato).
Ma non solo lavoro, anche altro. Per esempio, mi sono letto un interessante libro, non molto voluminoso ma non per questo non interessante. Si tratta di "Profezie per l'Ottimismo", del cardinale Ersilio Tonini. Libro edito nel 2008, ci tengo a farlo presente perchè monsignor Tonini è nato nel 1914, quindi scritto alla rispettabile età di quasi 94 anni.
Una breve descrizione, non mia ma copiata da ibs.it, che rende bene l'idea:

La sfida più grande che l'uomo contemporaneo si trova a fronteggiare riguarda se stesso, ovvero il ritrovare la propria identità. In quest'ottica il Cardinal Tonini affronta, con le sue doti di grande comunicatore, i temi che più gli stanno a cuore: la difesa della vita nascente, l'eutanasia e l'accanimento terapeutico, il ruolo della famiglia nella società, il problema dei tanti giovani senza lavoro, degli adolescenti in crisi di speranze, degli anziani abbandonati a se stessi, del materialismo imperante. Ma Tonini non disdegna di sviscerare anche i grandi problemi del cristianesimo e della Chiesa di oggi: la mancanza di preti, le chiese sempre più vuote, l'anticlericalismo dilagante, le difficoltà a comunicare con i non credenti. In questo viaggio tra le grandi domande di oggi emerge il volto più intimo e personale di un grande profeta del nostro tempo, che all'età di 93 anni, ancora lucidissimo, si riconferma attento osservatore del presente e testimone di fiducia per le generazioni future.

Che altro si può aggiungere? Una delle figure più interessanti del cattolicesimo dei giorni nostri, una persona straordinaria e molto colta che all'età di 93 anni ancora è in grado di dare lezioni di stile e arguzia. Un Vescovo con la V maiuscola, non per niente un cardinale molto apprezzato da papa Giovanni Paolo II. Notevole la sua apertura alla ricerca e alla scienza sulle quali non nasconde meriti e preoccupazioni. Appare dal libro una visione nuova dell'essere religioso, un'autocritica importante e stimolante rivolta al futuro e non retroattiva.
Consigliato, decisamente da leggere, soprattutto per i giovani.