sabato, aprile 12, 2008

Prove di dialogo

Dimenticate le incompresioni fra popoli, la barriera comunicativa fra Occidente e mondo arabo, le difficoltà linguistiche. Acqua passata.
Ci ha pensato Miriam, originaria di Crevalcore, l'altra sera.
C'erano, nel suo bar lungo la via per San Lazzaro, questi quattro giovani tunisini. Allegri. Simpatici. Si divertivano un mucchio. Insomma, facevano casino. La Miriam li guardava, ogni tanto diceva "ragazziii..." quando le urla superavano i decibel accettabili. Loro niente: la riguardavano, facevano segno di non capire, questione di lingua, siamo in Italia da poco, non abbiamo ancora imparato. Avanti così per mezz'oretta. Finché la Miriam è esplosa: "Ar-rajul, yallah, sakkir!". "Toh mò!" ha tradotto in simultanea e sinteticamente Irma, collega barista con natali a Minerbio. "Aien sawdaia adamtawazon!!!" ha insistito la Miriam. "Tiè!" ha sottolineato la Irma. E ancora la Miriam: "Ahmed, latabesh bead, teer!!". E la Irma "va mò là!".
È sotto questo fuoco di fila, in arabo corrente, che i quattro alla fine si sono zittiti. E hanno deciso di uscire, non prima di avere scandito "scu-si tan-to, Si-gno-ra" (detto in italiano).
Quando la pace è stata sancita, assieme alla possibilità di dialogo fra culture diverse, un cliente si è avvicinato curioso "ma come ha fatto?". E la Miriam "beh sono sposata con un marocchino da 15 anni". "E che gli ha detto?". "Quello che dico a tutti gli ubriachi, anche a quelli di Crevalcore: avete rotto i c....". In Italiano corrente.

1 commento:

Michele ha detto...

ma lol :D mitica la tipa