giovedì, giugno 26, 2008

Il caldo dà alla testa

Gli autobus sono una costante della mia giornata, ne prendo quotidianamente 4 o 5, a seconda del giro che ho voglia di fare di volta in volta. Va avanti così da anni, tanto che ormai si è perso il conto. In tutto questo ho sviluppato una "capacità" di riconoscere rapidamente le persone particolarmente moleste (per chi non prende autobus, non ha idea di che razza di gente si possa incontrare).
Stamattina è un giorno di quelli. Per la verità stavo leggendo il giornale, quindi non sono riuscito ad inquadrare il tipo finché non mi è apparso di fianco. Indicando il cartello che invita l'utenza a collaborare e cedere il posto alle persone disagiate, si è presentato dicendo "cos'è che c'è scritto lì?". Ok ho capito, o sei un rompicazzo o sei solamente un maleducato, in entrambi i casi mi stai già sulle palle. Lo guardo, fingo di voltarmi per guardare il cartello, torno a guardarlo. Lui insiste "ah, dice posto riservato". Vabbè diciamocelo, certe persone andrebbero trattate male, perchè è l'unica cosa che si meritano o l'unica cosa che capiscono, ma non è che si possa passare la giornata a litigare con tutti i cretini, quindi mentre comincio a ripiegare il giornale gli dico pacatamente "beh se vuole sedersi basta chiederlo". Ma lui imperterrito continua "per persone anziane!". Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, il tizio ha esaurito il bonus quindi o mi alzo o pianto la polemica e lo faccio stare in piedi. Opto per la prima scelta.
Se non fosse che qui succede il fatto imprevisto. Di solito si siedono e basta, soddisfatti della loro opera. Stavolta invece no, evidentemente aveva fretta. Mi alzo, con una mano impugno i miei svariati giornali, con l'altra afferro lo zaino, metto un piede avanti... e il tizio che fa? si precipita verso il posto, mollandomi uno spintone che complice l'accelerazione contemporanea dell'autobus mi fa volare addosso ad una ragazza poco distante. Le sferro quasi una gomitata al mento, di sicuro le spalmo i giornali in faccia, ma almeno evito danni peggiori e mi scuso prontamente, poi mi volto verso il tizio e gli rivolgo un fragoroso "imbecille" che non passa inosservato fra la gente circostante.
Ma niente, lui già era sordo prima, figurarsi adesso che ha conquistato il posto a sedere. Nessun altro passeggero dice nulla. Prendo le mie cose e mi sposto più in là, dove due minuti dopo si svuotano svariati posti e posso tornare comodamente a sedere.
Che sia l'ondata di caldo a far impazzire la gente?

2 commenti:

bianKaneve ha detto...

LOL
CarMas usurpatore dei posti riservati agli anziani e agli invalidi di guerra e civili! Se vuoi usufruirne metti una manina nel rullo della stampante laser prima... ;P

Michele ha detto...

bhuuuuuu! prot! /slap!