mercoledì, luglio 08, 2009

Scusi, sa...?

Ogni tanto capitano quelle situazioni assurde, in cui si sospetta di trovarsi in una candid camera. A me è successo ieri sera.
Ero appena uscito e tranquillamente per la strada, quando vedo una macchina avvicinarsi a me. "scusi, sa come posso arrivare in via A?". Uh certo, basterebbe fare via D, peccato che sia chiusa per lavori e manchi fisicamente la strada. Le dico che dovrebbe prendere la parallela, viale L, e poi fare il giro sopra per arrivarci. Non è così immediato in effetti e la signora alla guida pare confusa.. "ha presente la rotonda?", provo ad aiutarla. "no". Addio, non sa neppure dove si trova, presa dal panico si sarà messa a girare a casaccio e ora si è persa. Gliel'ho spiegato chiaramente, deve andare giù di là (ampio gesto del braccio), poi voltare in via M, percorrerla fino alla rotonda e lì prendere a sinistra alla terza uscita (altri gesti con entrambe le braccia), quello è viale L, a quel punto deve solo ricongiungersi con via E che richiude il quadrato sopra via D (di fianco a dove è adesso) ed è fatto. Sorride e parte, in bocca al lupo ho pensato.
Mentre si allontana distruggendo la frizione, vedo dall'altra parte una signora bionda che mi guarda e mi sorride. Cazz vuole quella? Vedo che parla, ovviamente non la sento... le faccio un gesto interlocutorio con la mano e finalmente si avvicina "scuusi, come arrivaare a staziuone di treni?". Uh oddio, non c'è molta scelta, qui passa solo una linea di autobus, le spiego che deve prenderla dopo il cavalcavia (per andare sul sicuro, indico con la mano) e lei volta la testa poi commenta "I see". Sì comodo, non penserai che mi metta a spiegartelo in inglese adesso! Anche perché quella linea non arriva in stazione, deve cambiare e prenderne un'altra, le dico strade/zone e numeri e sembra capire, o almeno ripete esattamente quello che dico. Le consiglio comunque di chiedere all'autista che potrà essere più preciso. Non è contenta però "ma duove fare biglietto? io non avere!". Eh il biglietto si fa in tabaccheria, alcune linee offrono biglietti a bordo con un distributore automatico, ma io non ci farei affidamento. Dubito abbia capito questo ultimo pezzo.
Riesco comunque a liberarmente ma non faccio che due passi e si avvicina una in moto "scusi, l'ufficio postale?".. oh questa è facile! "in fondo alla strada", ormai indico con le mani senza più renderme conto... impossibile sbagliare, la strada finisce lì direttamente dentro alle poste. La tipa parte nella direzione giusta, però la vedo che procede guardandosi a destra e sinistra. vabbè, ci arriverà.
Accelero il passo, volto strada e letteralmente sbatto contro un tipo che procede altrettanto di buon passo. Ho l'impressione di averlo già visto da qualche parte, capelli lunghi, espressione da ritardato, sguardo rivolto a terra (i "matti" - nel senso buono in questo caso - ti rimangono impressi). Ooops scusi.. "la posta?".. e te pareva! vabbè almeno è diretto, solito gesto mio e solita frase. Qui mi coglie in contropiede, mi ribatte "ma è aperta?", domanda intelligente che non ti aspetti da una persona nelle sue condizioni. Ci penso un attimo e gli dico che per i bollettini gli sportelli sono chiusi, ma gli sportelli pacchi funzionano regolarmente. Lui si guarda in mano, ha delle lettere, tipicamente dove dentro arrivano bollette da pagare, poi mi ringrazia e si incammina comunque. Beh è sensato, metti che ho detto una cazzata, del resto è già arrivato fino lì, tanto vale controllare di persona, altro ragionamento intelligente.
Finalmente ho finito, sono libero, nessuno lungo la strada, mi incammino e vedo il mio autobus che ha finito di sostare al capolinea e se ne sta andando... ma nooooo... ;_;

Nessun commento: