venerdì, settembre 16, 2005

Il parlare "giovane"

Il mio amico Demone mi ha recentemente sottoposto un link simpatico, quello dei No Kappa, che dopo aver letto (ed interamente approvato) mi apre ad alcune riflessioni.

Fino a qualche anno fa, gli italiani avevano un telefono a casa, o in ufficio. Se chiamavi e suonava a vuoto, magari riprovavi dopo qualche ora, o il giorno dopo; se dovevi fare una telefonata, cercavi una cabina: non moriva nessuno. Poi qualcuno ha avuto la splendida idea di inventare i telefoni cellulari, ma non solo: di farli costare anche poco, talmente poco che oggi tutti li consideriamo una necessità fondamentale per l'umanità, fino al momento in cui ce ne viene dato uno per lavoro. È il momento della tua vita in cui capisci che il telefonino è una cosa da evitare come la peste bubbonica.
Ma questo non accade né alle mamme diventate ancora più ansiose e spacca..... di prima (sei arrivato? dove sei? mi chiami quando arrivi? a che punto sei? in macchina con chi? cosa mangi?), né ai nostri amici diciottenni brufolosi e pruriginosi, che invece di studiare (dopotutto cosa studiano a fare, tanto li promuovono) sono sempre particolarmente ansiosi di:
a) dimenticarsi un congiuntivo
b) comunicarsi cazzate inutili via SMS in attesa di un grasso sabato sera dove ci si impasticca duri.
Per stare al passo coi tempi - devi essere un supergiovane moderno se non vuoi cadere nell'oblio della Sindrome da Bancario Dentro - anche noi non possiamo esimerci dallo studiare a fondo questo fenomeno e il modo in cui, nell'era in cui i computer hanno gigabyte interi di memoria a disposizione, un cazzo di limite di 160 caratteri è riuscito a cambiare il linguaggio di una intera generazione.

Torna a casa lessico!
Le regole base della comunicazione giovanile del nuovo millennio possono riassumersi in pochi semplici principi base:

1. Esprimiti come un codice fiscale.
Per risparmiare spazio prezioso nel messaggio (da riempire poi con faccine e smiley di varia natura), perchè usare le vocali? D'altronde lo dice anche Mike Buongiorno, le consonanti sono gratis mentre le vocali le devi comprare. E si sa che i ragazzini d'oggi sono squattrinati: dopo che ti sei comprato l'ultimo capo firmato, il nuovissimo (ed inutile) accessorio gadget minchiata tecnologica e una riga di *****, la paghetta del papà è bella che andata.
Esempio: "qualcosa" diventa QLCS, "ci vediamo" diventa C VDM!:) e "lobotomia frontale" si può scrivere LBTMFRNTL (è chiarissimo). E con questo si spiega anche perchè il vocabolario medio si è ridotto a circa 100 vocaboli: si usano solo quelli più corti, altrimenti non si capisce più una mazza!

2. Bypassa la punteggiatura.
I due punti, le virgole e quelle cose lì servono per fare le faccine, altro che balle. Guardate questa: O8ç)
Rappresenta un gatto miope con un turbante (come non capirlo prima).

3. La grammatica è morta, l'analisi logica è morta e anche quella del periodo non si sente troppo bene.
Frasi semplici! Concetti base vecchio, che i neuroni qua son sempre meno!
Si narra in giro di un ragazzo di sedici anni che si è tolto la vita perchè non riusciva più ad uscire da una subordinata di secondo grado: alla seconda virgola, non ha retto. Soggetto e predicato verbale erano ormai troppo distanti per lui.

4. Il virus della K
Il virus della K è una temibile malattia neurodegenerativa che elimina tutte le CH dal tuo cervello e le sostituisce con tante K. Esempio: "chi" diventa "ki", "chiamami" diventa "kiamami" e via dicendo. Meglio dell'alzheimer, se non altro: puoi conviverci e condurre una vita normale anche per anni.
È il segno dei tempi. Guardate cosa è successo al morbo di Göhring, variante della sclerosi multipla, una volta rarissima e ora purtroppo molto diffusa tra i calciatori che si dopavano. Il virus della K negli anni '80 ce l'aveva solo Little Gum, un alieno impotente amico di Paperino (non so se ve lo ricordate: parlava kosì), ora è una minaccia mondiale.
Il problema è che ancora scarseggia la cultura della prevenzione: nei paesi sviluppati sono già state ormai arginate altre malattie, come l'Etabetismo, quel disturbo di Eta Beta che gli faceva anteporre la lettera P a qualsiasi parola che non cominciasse con la P. ("Ptopolino! Pcosa pvuoi pmangiare per pcena?")

3 commenti:

Michele ha detto...

kakkio kvesto post mi e' prpr piaciuto :D sono anke dakkordo w/ T
basta abbraviazioni folli! viva prisencolinesinaciusol e precipitevolissimevolmente, viva (e non W) Celentano e Acqua Azzurra Acqua Chiara (4kku4 4zzurr4 4kku4 k14r4?)! Torniamo a esprimerci come facevamo da piccoli, con la penna e il quadernone a righe (quello con la riga larga e la riga stretta, di quando si scriveva gia' benino): frasi complete, analizzate e logicizzate da regole insegnate da una maestra formatasi nel dopoguerra e pronta a darti un ceffone (mirando bene a con l'anello) se non ti impegni. Ora se ci provi possono succedere due cose:
- Il bambino manda un SMS al babbo e in 15 minuti ti trovi i carabinieri in aula.
- Il bambino tira fuori una pistola accuratamente non-giocattolo e ti spara.
Concludo con un ricordo d'infanzia:
" Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà. [..]"

bianKaneve ha detto...

ufff... io non è ke mi diverta tutte le volte, xò insomma quasi mi costringi...
/slap! CarMas ke polemizza sulla K e poi si firma P4st1cc10n3... ;)

e poi lasciatemi citare un giokerellone della nostra AMATISSIMA (a volte, anke da ki usa la K) lingua italiana:

"Tutte le lettere dell'alfabeto
hanno un suono vivace e lieto
tranne l'Acca che, come si sa,
un suono proprio non ce l'ha.
Ci sono lettere importanti:
l'A che a tutte sta davanti,
del suo primato è molto orgogliosa
e porta sempre la Maglia rosa;
la Zeta, con cui si scrive «zero»,
è più temuta dell'Uomo Nero.
Ci sono lettere buone e care
come la G del verbo giocare.
Certe lettere vanno in coppia,
e la T spesso si raddoppia...
Ma la coppia più speciale,
famosa su scala internazionale,
è quella che vedete qui:
una B. con una P.
B.P... Che vuol dire? Pensateci un po':
forse Buon Pranzo... forse Buon Pro...
Oppure... Buona Passeggiata?
Trovate da soli la ... Bella Pensata."

[Gianni Rodari]

Michele ha detto...

mi pare che Rodari (per gli amici JayAr) non abbia usato e neppure menzionato la Kappa. continua a pensare che Kazzo Xo' sia un modo molto ignorante di dire Cazzo Pero' .. quest'ultimo molto piu' piacevole all'occhio quanto meno all'orecchio.