Mi permetto di tirare fuori nuovamente l'argomento mio lavoro, perchè non a tutti è chiaro cosa sia o cosa comporti, perchè è un lavoro difficile e delicato, ma soprattutto di pesanti responsabilità.
Non è facile esercitare la libera professione, non è facile amministrare una società, non è facile gestire prodotti, conti, bilanci e risorse (umane ed economiche).
Facciamo un semplicissimo esempio, aiutandoci con l'amico Franco, normale impiegato con normale contratto presso la propria ditta. Bene.
Franco lavora tutti i giorni per arrivare a fine mese e mettere in tasca uno stipendio. Io lavoro tutti i giorni (e molte notti) per arrivare a fine mese e non dover tirare fuori soldi di tasca mia.
Franco si presenta la mattina, timbra il cartellino, fa le sue oneste ore, poi timbra di nuovo e se ne va, lasciandosi dietro i problemi o le cose da fare per la mattina dopo. Io arrivo e mi immergo nel lavoro, non ho orario di fine, se sono fortunato verso sera posso andarmene, ma se va male resto anche la notte; quando esco penso già alla prossima cosa da fare, spesso il mio telefono suona e durante tutto il viaggio si lavora; la sera (e la notte) a casa continuo a ricevere mail, gestire contatti, verificare le spese, controllare i pagamenti, registrare le entrate, ricontrollare le scadenze, inviare la documentazione ai commercialisti e agli enti statali, come la oscena macchina burocratica ci impone.
C'è anche da dire, però, che vista l'attuale recessione economica Franco arriva a fine mese sperando di avere un lavoro anche il mese successivo, che la ditta sia economicamente in piedi e non decida di operare tagli. Io arrivo a fine mese sperando di non scendere sotto una certa soglia, che il bilancio non sia (troppo) di segno negativo, di non essere fallito e anche di non essere arrestato.
Welcome to my world!
1 commento:
Bè...che dire..."L'importanza di essere Franco"
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