L'altro giorno è andata persa la chiave del cancello che blocca la porta del laboratorio dove mi trovo io. Peccato che quella porta costituisca anche la nostra uscita di sicurezza, se rimane chiusa e qui succede qualcosa (tié) facciamo tutti la fine del topo in trappola (tié di nuovo). Vada per la gran cazziata dai piani alti, che onestamente ci stava anche se personalmente ritengo andasse fatta ai soggetti più distratti e menefreghisti (posso assicurare ci sono); però ora ci dobbiamo sorbire la formalità di riempire un orribile modulo ogni qual volta si apre o si chiude quel cancello, in maniera da sapere chi ha maneggiato per ultimo le chiavi. Vabbè.
L'ambiente fuori non è meglio, come tutti gli anni precedenti siamo invasi da decine di zanzare tigre che aggrediscono e pungono ad ogni ora del giorno e della notte, provocando rossori ed irritazioni prolungate. Ci si lamenta, ma non succede niente. È passata la solita tipa a mettere le pillole per uccidere le larve e con aria di sufficienza, giudicandoci imbecilli, ha commentato "queste sono per quelle che devono ancora nascere, non per quelle che già ci sono". Sì, giusto. Ma queste pillole le hai messe anche l'anno scorso e adesso siamo pieni, non mi sembra servano a molto.
Per concludere con l'ambiente interno, già altre volte ho detto che da questi bocchettoni per il ricircolo dell'aria entra di tutto, se fumano ai piani di sopra noi qui sotto lo sentiamo. Ieri sera ho cominciato ad accusare bruciore alla trachea, il tizio a fianco a me tossiva insistentemente, uno dall'altra parte del tavolo è venuto a chiedermi se sentivo niente perché lui aveva un certo mal di testa. Sì che lo sentivo, c'era una forte puzza di smog; o hanno messo l'aspirazione dell'aria direttamente in un tunnel pieno di tir o la caldaia ha qualche problema con lo sfogo dei gas di combustione. Abbiamo spalancato la porta sperando di non morire intossicati dall'ossido di carbonio, così facendo però abbiamo dato via libera alle zanzare... ma che volete, non si può avere tutto dalla vita, figuriamoci poi dal posto di lavoro.
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