lunedì, febbraio 13, 2006

Tragedia "giudiziaria"

Come purtroppo molti avranno letto o sentito dai vari notiziari, ieri un carabiniere è rimasto ucciso nel ferrarese in uno scontro a fuoco con un criminale. L'assassino era, guarda caso, un pregiudicato che a sua volta è rimasto ucciso (e la cosa, francamente, mi fa solo piacere).
Approfondendo la faccenda, si impara che questo criminale era stato condannato per l'omicidio (!) di una anziana signora alla stazione di Mezzolara di Budrio nel 1991 e stava usufruendo del regime di semilibertà in attesa di scontare la condanna, che si sarebbe conclusa nel 2016. Giusto per la cronaca (e per far capire quanto fosse un pezzo di merda questo), si legge che nel caso di omicidio si era accanito sulla signora con una sessantina di coltellate per un bottino di 300mila lire.
Ora, a mio avviso in questa storia ci sono due errori gravi:
1) il colpevole di un omicidio non può cavarsela con una condanna di 25 anni; deve entrare in carcere e non deve uscirne più.
2) è colpevole di un omicidio orribile e violento, con questo si è giocato i suoi diritti, non può usufruire del regime di semilibertà!
Ancora una volta una magistratura ed una burocrazia inefficiente ma soprattutto incompetente hanno vanificato il lavoro di tante persone che quotidianamente rischiano la loro vita per la nostra incolumità. E purtroppo a farne le spese è stato un giovane carabiniere.
Io personalmente mi aspetterei che tanto il giudice che ha inflitto una condanna breve quanto quello che ha firmato la semilibertà facessero un favore alla comunità e si togliessero dai piedi.

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